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02 luglio 2026

Influencer marketing in Italia: cos'è, tipologie e costi nel 2026

L’influencer marketing è la collaborazione tra un’azienda e una persona con un seguito sui social per promuovere prodotti o servizi presso la sua community. In Italia è diventato una voce stabile dei budget pubblicitari di moltissime realtà: nel 2026 il mercato vale 425 milioni di euro, in crescita del 10,4% rispetto ai 385 milioni del 2025.

Nelle prossime righe approfondiremo l’argomento: partendo da una panoramica su questo tipo di servizio, analizzeremo i diversi tipi di influencer e il loro “costo”, fino ai dati del mercato in Italia e agli sviluppi più recenti del tema.

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Cos’è l’influencer marketing

Un brand individua un creator il cui pubblico coincide con i propri clienti potenziali e gli affida la promozione di un prodotto attraverso contenuti pubblicati sul suo profilo: post, reel, video, storie. Il vantaggio per l’azienda è l’accesso diretto a un pubblico già formato, che segue quella persona per interesse e le riconosce una certa autorità sul tema. A differenza di uno spot, il messaggio viene veicolato attraverso una relazione di fiducia costruita nel tempo.

Il valore di una collaborazione non dipende solo da quanti follower ha il creator (oggi ormai considerata come una vanity metric): conta l’engagement rate, cioè il rapporto tra le interazioni ricevute e la dimensione della community; è la ragione dello spostamento in corso da anni verso i creator di fascia intermedia.

 

Le tipologie di influencer

I creator vengono categorizzati in sei livelli diversi in base al numero di follower, con soglie che cambiano leggermente da una piattaforma all’altra. Si parte dai nano influencer, con community ristrette ma spesso molto coinvolte, fino ad arrivare alle celebrity con oltre tre milioni di follower. In mezzo si collocano micro, mid-tier, macro e mega influencer.

Ogni fascia risponde a obiettivi diversi:

  • i nano e i micro funzionano per campagne di nicchia ad alta conversione, dove la fiducia della community pesa più della portata;
  • le fasce intermedie uniscono una buona copertura a un engagement ancora solido;
  • mega influencer e celebrities garantiscono visibilità di massa, con un ritorno sull’investimento però più difficile da misurare.

 

Quanto costa un influencer

Il compenso di un creator cambia in base alla piattaforma, all’engagement, al settore e alla complessità del contenuto richiesto. YouTube resta la piattaforma con i valori più alti per singolo contenuto, perché produrre un video richiede più lavoro; gli shorts valgono di norma circa un terzo di un video tradizionale. Le cifre qui sotto sono indicative e riferite al compenso per singolo contenuto.

immagine che mostra tipi di influencer e quanto costa un influencer

Le soglie di follower e gli importi variano a seconda del social: gli stessi profili valgono di più su YouTube e meno su TikTok e Facebook.

 

Il mercato italiano nel 2026

I 425 milioni di euro del 2026 segnano il tasso di crescita più alto dal 2023, quasi il triplo di quello registrato nel 2025. A spingere il mercato sono la moltiplicazione delle campagne, il coinvolgimento di un numero maggiore di creator e le collaborazioni continuative, che prendono il posto delle sponsorizzazioni una tantum.

A trainare gli investimenti sono soprattutto quattro settori: Fashion & Beauty (27%), Food & Beverage (18%), Gaming & Tech (13,5%) e Travel & Lifestyle (13,5%). Si affaccia anche Business & Finance, che sale dal 2,5% al 3%: una nicchia con pochi creator qualificati, alto rischio reputazionale e compensi elevati per chi ha reale autorevolezza editoriale.

 

Perché i brand lasciano le celebrity

Per il terzo anno consecutivo i compensi delle celebrity calano su tutte le piattaforme: -18,8% su Facebook, -9,5% su Instagram, -8,6% su TikTok e –2,4% su YouTube. Nell’ultimo anno il 63,2% di questa fascia ha perso follower; in questo senso (almeno in Italia) il caso Ferragni ha funzionato da acceleratore di questo declino: ha reso evidente quanto pesi, per un’azienda, il legame con un personaggio molto esposto. Quando la fiducia verso un creator viene meno, i brand si ritirano in fretta, più di quanto lasci prevedere il semplice calo dei follower.

Il budget si sposta verso i profili intermedi, che offrono community più fidelizzate e un rischio d’immagine più contenuto: è un mercato che, in altre parole, premia la coerenza tra creator e prodotto più della notorietà del nome.

 

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