Lo storytelling aziendale è la pratica di raccontare l’impresa, il suo marchio e i suoi prodotti attraverso storie, invece di elencarne semplicemente le caratteristiche. Un’azienda che lo fa nel modo giusto mostra una vicenda in cui il pubblico riconosce qualcosa di sé e associa quell’emozione al marchio; questo tipo di storytelling è diventato uno strumento centrale della comunicazione d’impresa: perché una storia resta in mente molto più a lungo di uno slogan.
Con storytelling aziendale (o corporate storytelling) si intende la costruzione di una narrazione coerente attorno all’identità dell’azienda: i suoi valori, la sua origine, le persone che la abitano, il modo in cui i suoi prodotti entrano nella vita di chi li usa. Va oltre il racconto cronologico dell’impresa (“siamo nati nel 1970, poi abbiamo aperto la seconda sede”), scegliendo un messaggio e un punto di vista e portandoli avanti con continuità su ogni canale.
A differenza della pubblicità, che interrompe lo spettatore chiedendogli attenzione, lo storytelling aziendale ha una narrazione che conquista autonomamente, perché offre qualcosa che vale la pena guardare: chi ascolta smette di essere spettatore passivo e prende parte alla storia.
Una buona narrazione d’impresa lavora contemporaneamente su più fronti:
Lo storytelling ha anche un uso interno, spesso sottovalutato: raccontare i propri successi e la propria missione ai dipendenti rafforza il senso di appartenenza, allineando così il lavoro di tutti verso gli stessi obiettivi.
Il digital storytelling è la narrazione declinata sui canali online: sito, blog, newsletter, social media. Rispetto ai media tradizionali cambiano il ritmo e il formato, con le storie diventano più brevi, più visive, pensate per essere colte in pochi secondi mentre si scorre il feed. Ogni piattaforma ha il suo linguaggio, motivo per cui un racconto che funziona in una newsletter va riscritto per Instagram, così come un post di ogni altro social è diverso dal classico articolo di blog.
Il vantaggio del digitale è la misurazione, dato che i dati permettono di capire quale versione di una storia trattiene di più il pubblico, su quale canale genera reazioni, dove porta traffico verso il sito; questo, allo stesso tempo, permette di correggere la rotta invece di affidarsi all’intuito.
Il video regge la narrazione meglio di ogni altro formato perché unisce immagine, voce, musica e ritmo in un solo messaggio. Un video storytelling ben costruito mette in scena una situazione in cui il pubblico si riconosce e lascia che il marchio ci entri con discrezione, senza esibire il prodotto in vetrina.
Gli spot più citati seguono questa regola: Nike, nella serie “Find Your Greatness“, mette al centro persone comuni alle prese con la propria sfida sportiva; Apple, con “Creativity goes on” pubblicato nella primavera 2020, ha mostrato come si continua a creare anche a distanza, senza spingere all’acquisto di un dispositivo. In entrambi i casi il valore passa in primo piano e il prodotto resta sullo sfondo.
Gli esempi più efficaci di storytelling aziendali arrivano da marchi che hanno scelto un tema e lo ripetono con coerenza anno dopo anno.
Tra gli esempi “classici” di questo modus operandi abbiamo:
Il filo comune è chiaro: parlano di persone, di valori, di momenti, e il prodotto arriva dopo, come conseguenza naturale del racconto.
Perazza costruisce la narrazione del tuo marchio portandola sui canali giusti: contenuti per il sito e per i social, video storytelling, gestione della presenza digitale.
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